Includere Consapevolmente:

Che cosa significa includere? E cosa significa includere consapevolmente? E poi bisogna includere Tutti? Tutti chi?

Belle domande vero? Già… Eppure a volte noto che restano domande, spunti e riflessioni. E negli atti ? Nelle azioni ? Cosa facciamo in concreto ?

Se ne sta parlando molto in azienda di questo tema. Riguarda le razze (che poi non so se si possa parlare di razze, siamo prima di tutto esseri Umani, Uomini), rossi, bianchi, gialli, neri, albini, olivastri, alti bassi, magri, in carne… Riguarda la disabilità. Riguarda il supporto emotivo e psicologico. Riguarda le donne. Riguarda la salvaguardia dell’ ambiente, del clima. Riguarda la violenza di ogni tipo, Riguarda l’ identità di genere. Riguarda la dislessia… Insomma, l’ inclusione della diversità è un tema molto in voga e vasto. Ne siamo consapevoli ?

Da parte mia, che mi sentissi diversa, è da quando avevo 5, 6 anni che ho cominciato a capirlo. Soprattutto perché mi facevano sentire diversa. Chi non ha una disabilità o non ha delle difficoltà importanti, spesso non può o non sa mettersi in relazione, nei panni di chi invece vive una condizione speciale. Mi dicevano/dicono : sbrigati, sei lenta, non capisci, sei fuoritema, fuori tempo, come non vedi ?, sei strana, sei diversa, te lo devo ripetere ancora ?, non fare la vittima, non sei come gli altri….

Ero/sono semplicemente nata con una difficoltà-visivo sensoriale, vedo diversamente, ho una bassa qualità della vista, che non mi permetteva/permette di vedere come tutti. E ancora, tutti chi ? Beh direi la maggior parte.

Oserei dire che spesso la disabilità come in altri casi è un po’ taboo. Mi dicevano, mi dicono, non voglio urtare la tua sensibilità. Potevo e posso capire il senso di come si potevano e possono sentirsi. E io invece come mi sentivo, come mi sento ? Forse avrei voluto, vorrei parlarne…. Forse avrei voluto un supporto accanto per sentire che anche se sono solo io in questa condizione speciale, qualcuno tenta di capirmi., di decifrare le mie emozioni, i miei bisogni. Invece è taboo, non se ne parla per non urtare la sensibilità. I normodotati, chiedo scusa, sono così. Provo a comprenderli, a volte non riesco.

Io avevo e ho bisogno di parlarne, della mia condizione, tant’è che dopo un po’ ho scelto di andare verso chi poteva comprendere come mi sentivo perché simile a me. Ciechi, ipovedenti… Che poi bisogna dare un nome alle cose, alle condizioni, perché vergognarsi ? Quello è. Addolcire serve a chi ha timore di parlarne. Okay allora esplicitate i vostri timori e la conversazione con il disabile o altri, sarà aperta ed accogliente. Sarà inclusiva, poiché normodotati e persona in una certa condizione, si autoapriranno con accoglienza. E magari scopriranno cose, emozioni e bisogni comuni.

La Società insegna che l’ educazione è mettere dentro, non è così, in verità è tirar fuori. E questo va oltre la paura, il senso di colpa e il giudizio. La consapevolezza nasce dalla volontà di sentire nel corpo, nel cuore e nella mente, una difficoltà. Sta nel fatto che ci si mobilita nell’ esperienza, agendo. Portando in alto le risorse o facendosi aiutare. Entrando in contatto pieno con la difficoltà del disabile o del normodotato ad entrare in relazione (vale per le varie condizioni), si arriverà ad una soddisfazione del bisogno di entrambe. Chi ha paura di chiedere e chi invece ha bisogno di parlare. Come dire, ci si completa, ci si include. La diversità è un cerchio, un ciclo che unisce.

Io sono Sarah, sono una figura di Supporto e una Counselor artistico-espressivo. Mi occupo di progetti affidatimi dal Market Management di una nota agenzia di Viaggi online. Sono parte di un programma di Mentorship all’ interno dell’ azienda, e mi occupo di persone con bisogni affini e di cui posso essere guida. Grazie alle mie competenze di Supporto, di Counseling ed essendo disabile della vista, posso portare avanti con successo e a 360 gradi l’ aiuto verso me stessa e verso l’ altro da me. Poiché grazie alla consapevolezza, alla fiducia e alla forza di andare oltre, molte strade si aprono e si creano, ognuno contribuendo come può, per come è e per ciò che sa e fa.

Bisogna esplicitare, la magia è tutta qui : Diventa ciò che sei! Con respons-abilità.

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