Sulla gestione dei conflitti

In precedenza mi sono occupata dell’ ascolto attivo, tema fondamentale tanto per il counseling quanto per la comunicazionempatica ed efficace. Sto valutando di creare un’ attività esperienziale per l’ azienda dove lavoro, per il prossimo trimestre. L’ ascolto attivo consente di vedere se c’ è un conflitto.

Che cosa è un conflitto? Che cosa è per noi un conflitto? Come lo viviamo? Come ci sentiamo? Lo anticipiamo? Lo vediamo quamdo è latente? Lo lasciamo sotto il tappeto o lo affrontiamo?

Bene, io non li amo i conflitti, ne ho, sin da quanto ne so avuto spesso timore. Io li sento, li avverto nel corpo, si innescano come un allarme. Così non li affrontavo davvero del tuttto.

Bene, da quando sono Counselor invece (visto che noi gestiamo e/o facilitiamo i conflitti) sento in me una grande voglia di risolvere. Sento una grande voglia di vederli, di affrontarli.

Una parte di me (che c’ è sempre stata),vuole prendersi questo spazio. Se prima li affrontavo in maniera disfunzionale, oggi invece qualcosa in me sta cambiando.

Sto parlando e rivelandomi da Counselor lo so. Tuttavia è questo che facciamo noi Counselor. Ci aggiorniamo, sperimentiamo, cadiamo e ci rialziamo. Diventiamo così sempre più consapevoli. Cresciamo. Evolviamo.

Un sano conflitto serve a questo. E non serve a colpevolizzarci, ha dire chi abbia torto o ragione. A me non serve questo. A me serve parlarne, fare chiarezza. A me serve alleggerire, quella sensazione di nodo al petto che va su quando qualcosa non va. Quando sento che un’ emozione forte vuole prendere il sopravvento. Di conflitti in azienda ce ne sono. Ogni settimana dedico del tempo come Mental Health Ambassador ,a dipendenti, impiegati e le loro difficoltà. I conflitti ci possono essere nelle riunioni, nei brainstorming, nelle chiaccherate extra lavoro… Insomma l’ importante è vederli come opportunità di crescita e non di distruzione.

Il conflitto è un incontro-scontro, che va visto soprattutto da noi counselor. Va dichiarato se in un Grupppo emerge silenzioso. E lo dico soprattutto confortato dal fatto di aver fatto il corso di aggiornamento Su La conduzione dei Gruppi in Counseling e in ArtCounseling promosso da Ri-Trovarsi. Io non mi aggiorno motivata solo dai crediti formativi che otterrò. Mi aggiorno perché so che metterò in pratica sul campo, ciò che ho appreso. Io sono un’ appassionata del Counseling. Perché? Perché ho dato un nome alla mia Missione 8 anni  fa quando ho iniziato con motivazione la Triennale.

Tutto questo per dire che i conflitti sono uno scontro-incontro da tenere d’ occhio. Servono. Chi conosce il modello Tuckman conosce la fase dello Storming. I sociologi ed educatori conoscono la  fase del controllo, della ribellione e della adolescenza.

Persino da un conflitto  può nascere un amore. Da una tempesta, sorge il sole.

Potete far riferimento sul tema del Conflitto, a Tiziana Fragomeni, lo spiega molto bene.

E tu che ne pensi del conflitto? Come lo vivi?

Un abbraccio.

Sarah

“Non puoi sviluppare carattere leggendo libri. Il carattere si sviluppa con il conflitto.”

Leonard Ravenhill

Foto dal Web.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.