Sarah, puoi aiutarmi a scegliere un o una operatore operatrice della relazione di aiuto?
A volte capitano questo genere di domande. Domande aperte alle quali non sento di poter rispondere sì o no. Infatti chiedo di entrare più nello specifico.
Chi ne ha bisogno? Tu? O chiedi per qualcuno? Di cosa si tratta? Come mai invieresti la persona? Ne è consapevole?
Come vedete a domanda rispondo con altre domande. Per aprire un po’ di più l’ argomentazione. Ne ho bisogno per capire meglio.
Dopo do i miei 3 suggerimenti. Basati sulla mia esperienza.
– Ascoltare, ascoltarsi. Sono motivato ad andare? Cosa sento dentro di me, emozioni, sentimenti, bisogno…? Quanto sono consapevole della difficoltà?
– Cercare quale professionista è più vicino alla persona che chiede aiuto o viene inviata. Un counselor, un coach, uno psicoterapeuta, uno psichiatra, un operatore olistico…? E una volta scelto quale modello di riferimento o approccio è meglio? C’ è una ricerca da fare.
– Dopo questa ricerca, la persona coinvolta sente di voler andare a provare? Sente una volta fatto il primo o secondo colloquio, che si sta creando una relazione concreta e compatibile? C’ è fiducia, affidabilità?
Quindi chi mi chiede sa che ho una risposta che spazia su tre punti fondamentali. E se vuole ascoltare verrà a conoscenza di ciò che posso offrire secondo la mia esperienza da cliente, da paziente e poi da agevolatrice in ArtCounseling. Sono ArtCounselor, oggi.
Ci vuole una scintilla interna e non sempre una spinta esterna per essere aiutati.
Chiediamoci, siamo disposti a fare tutto il possibile per il cambiamento? Attraverseremo un dolore. Lo osserveremo. Passo passo per gradi. Tra emozioni e sentimenti. Il cognitivo sì. Tuttavia l’ interiorità verrà smossa.
Insomma questa domanda mi permette di accompagnare. Non ho una soluzione. Posso solo far riflettere. E chi ha pazienza ascolta. Crea relazione senza fretta. Non significa che io non abbia capito la domanda, approfondisco.
Fai esperienza e spero di aver risposto. Altrimenti per altri spunti, sono qui. ![]()
Suggerisco, il ciclo del contatto emotivo – Gestalt.
E poi…
“Chiedere come funziona una terapia, non è una domanda corretta, perché ogni terapia ha un suo funzionamento!” Dice uno psicoterapeuta in un video su Youtube. E io dico vale anche per l’ ArtCounseling, il Counseling e per le altre professioni che promuovono la relazione d’ aiuto.
Così a chi mi chiede un suggerimento e vuole risposte precise, ebbene non ce ne sono. E meno male che chi è nell’ ambito risponde come me.
Ho passato momenti in ArtCounseling da cliente, anni come allieva, e 2 anni quasi 3 in psicoterapia. E so bene cosa si intenda. So ben riconoscere i confini tra le professioni. So che ci vuole conoscenza almeno basica dell’ approccio del tearapeuta/operatore scelto. So che ci vuole, motivazione, che bisogna creare una relazione (patto, alleanza operativa), so che ci vuole la fiducia. E oltre a saperlo, lo ricordo sensorialmente, lo sento. E a domanda rispondo grazie all’ esperienza. Se non so, invio!
La relazione d’ aiuto è una cosa, seria, non seriosa, ho detto seria! ![]()
